Lega Nord: un fallimento annunciato


Lega Nord: un fallimento annunciato. Alle origini del presunto malaffare, la cesura del rapporto con la società civile 

L'implosione della classe dirigente leghista sancisce il fallimento di un progetto politico che del resto era evidente da anni con i mancati successi del governo Bossi-Berlusconi, e che era nell'aria già dal alcuni mesi: nata come partito anti-sistema, secessionista, al motto di Roma-Ladrona, la Lega è stata travolta dagli stessi scandali (giri sospetti di denaro, presunte ruberie) che avevano già spazzato via i partiti della prima repubblica. Gli analisti potranno sbizzarrirsi in interpretazioni ma per me la spiegazione di quanto sta avvenendo in via Bellerio è semplicissima: la Lega non ha saputo né voluto attuare alcun rinnovamento. Perdendo il rapporto con la società civile è diventato un partito autoreferenziale in mano a una piccola nomenclatura che si disputa gli incarichi di potere. E non si tratta solo di una questione generazionale: è infatti altamente improbabile che a risollevare le sorti di questo movimento possano riuscire politici pur più giovani ma che, come nel caso nel sindaco uscente di Verona Flavio Tosi, sono sempre vissuti alla stessa maniera, ovvero non conoscendo altro mestiere all'infuori della politica, e cresciuti nello stesso ambiente secessionista che adesso i risvolti politici delle inchieste giudiziarie puntano giustamente a spazzare via. 

 Michele Bertucco, candidato Sindaco di Verona